“Verso il 25 aprile” di Albertina Soliani

Le riflessioni della Presidente dell’Istituto Cervi

13 Aprile 2022

Dopo due anni segnati dalla pandemia, il 25 aprile si tornerà si tornerà a celebrare la Festa della Liberazione in presenza a Casa Cervi. Sono in corso i preparativi per il grande evento, e i primi ospiti confermati sono Cisco (ex Modena City Ramblers), gli storici GANG, Marco Rovelli, Mè, Pék e Barba. Altri nomi si aggiungeranno nei prossimi giorni.

Intanto la Presidente dell’Istituto Albertina Soliani ha scritto una riflessione importante su questa storica ricorrenza, che oggi più che mai, con una guerra alle porte dell’Europa, chiama all’impegno e alla responsabilità di ciascuno. Ecco alcuni stralci del suo articolo.

«Camminiamo verso il 25 aprile.

Quello del 1945. Quello che ha aperto il mondo nuovo: delle democrazie, delle Costituzioni, del diritto internazionale, della convivenza pacifica dopo la sconfitta storica del nazifascismo, nella consapevolezza del limite invalicabile dopo Hiroshima.

Dopo il trionfo dell’umanità sulla disumanità. L’umanità al potere, non più la disumanità al potere. Quaranta giorni fa, il mondo nato da quel 25 aprile è stato travolto dall’aggressione della Russia di Putin all’Ucraina. Sul suolo europeo, all’inizio del secondo decennio del XXI secolo.

Per questo, oggi, non basta festeggiare quel 25 aprile. Un altro 25 aprile è davanti a noi, ed è tutto da conquistare. Quello di una nuova liberazione dalla guerra, dalla violenza del potere, dal dominio dei più
forti. Oggi. Tra quel 25 aprile 1945 e il prossimo, che è ora nelle mani di questa generazione, c’è il tesoro della democrazia, conquistata a così caro prezzo. Con l’unità antifascista. Un tesoro tutto da difendere e da consolidare.

A Casa Cervi, davanti alla loro vita e al loro impegno, i sette Fratelli Cervi avevano posto il mappamondo. Sognavano di spazzare via dal suo orizzonte ogni dittatura, ogni ingiustizia, ogni guerra.
Diceva Aldo: pane e pace. Tra il buio della storia e la luce di un futuro diverso, hanno messo la loro vita, i loro corpi e la loro iniziativa. Hanno retto l’urto della storia e hanno vinto. In questa lotta titanica, che si ripresenta oggi sotto i nostri occhi in modo così esplicito, anche se in condizioni diverse, noi abbiamo da assumere la nostra responsabilità.

Di fronte alle sfide globali che sono davanti a noi, a noi compete la responsabilità di costruire l’Unione Europea, una unione politica, economica, sociale, solidale, accogliente. Con tutte le sue culture. Con una difesa comune che protegga questi valori, con una prospettiva politica di disarmo che trasformi le lance e le spade in falci e aratri. Il trattore che porta nei campi il mappamondo. Campi non più percorsi dai carri armati, non più violati dalle mine, non più profanati dalle fosse comuni.

È la nostra responsabilità, come europei. Tocca a noi, nessuno lo farà al posto nostro. È questa Europa, fondata sull’unità delle diversità, in varietate concordia, sul diritto, sul rispetto di ogni persona, sulla solidarietà, che oggi il mondo attende.

Non possiamo festeggiare il 77° anniversario del 25 aprile se non ci assumiamo l’impegno di determinare il nuovo 25 aprile di liberazione. Con la fine di questa guerra, con l’immediato cessate il fuoco, con la fine dei tanti conflitti nel mondo, con nuove relazioni internazionali di pace. Il grande popolo di Casa Cervi sa che il 25 aprile è per sempre, sa che ogni fase della storia dell’umanità ha sempre bisogno di un 25 aprile».