Pasolini e Parma: una mostra fino al 26 marzo

All’APE Parma Museo, nell’ambito delle celebrazioni per il centenario della nascita

12 Dicembre 2022

Si intitola “Pier Paolo Pasolini e Parma. Incontri di un visionario” ed è l’esposizione che il Circolo del cinema Stanley Kubrick ha realizzato con Fondazione Monteparma e il sostegno della L.R. 3/2016 Memoria del Novecento.

Il visionario in questione è Pier Paolo Pasolini, l’intellettuale più controverso del Novecento italiano, e gli incontri sono quelli con i personaggi e i luoghi da lui frequentati a Parma tra il 1950 e il 1975, a testimonianza di un rapporto strettissimo con la città ducale e con alcune delle sue menti più illustri.

Il primo incontro, fisico, con la città, risale al 1923, quando PPP arriva a Parma per un breve periodo al seguito del padre Carlo Alberto, tenente di fanteria, assegnato alla Scuola di Applicazione che aveva sede nel Palazzo del Parco Ducale.

C’è poi l’incontro fondamentale con Attilio Bertolucci: siamo nel 1951, il poeta emiliano in quegli anni vive a Roma e conosce il giovane friulano per il tramite di Giorgio Bassani. Tra i due poeti inizia una fitta corrispondenza epistolare e un reciproco scambio di idee e conoscenze, che porta Bertolucci (più anziano di 11 anni) a introdurre PPP alla rivista Paragone, di cui è redattore con personaggi del calibro di Anna Banti e Carlo Emilio Gadda, e all’incontro con Aldo Garzanti, che diventerà l’editore storico di Pasolini.

Sempre grazie ad Attilio, PPP conoscerà Ugo Guandalini, editore della prestigiosa collana di poesie La Fenice, e Antonio Marchi, che ha una casa di produzione cinematografica (La Cittadella Film) a cui propone alcuni soggetti di film ambientati in Friuli.

Ci sono poi i progetti con Bernardo Bertolucci, che Pasolini sceglie appena ventenne come aiuto regista per il suo film del 1961 Accattone, e l’incontro-scontro con un altro parmigiano illustre, Giovannino Guareschi. I due vengono coinvolti dal produttore Gastone Ferranti nella realizzazione del film La rabbia, montato con materiali documentari di repertorio, con l’idea di mettere insieme due punti di vista diametralmente opposti, uno di destra e uno di sinistra, su temi come la guerra, la fine del mondo contadino, l’avvento della televisione.

La mostra si conclude con una bella serie di foto scattate nel ’75 in occasione della partita di calcio tra le troupe dei film Salò o le 120 giornate di Sodoma e Novecento. I rapporti tra i due registi si erano incrinati dopo che PPP aveva espresso un giudizio sferzante su Ultimo Tango a Parigi (1972), e Laura Betti, amica di entrambi, tentò la riappacificazione organizzando una partita di calcio tra le troupe dei due registi. Pasolini si trovava a Mantova per le riprese di Salò, mentre Bertolucci filmava il suo Novecento nei dintorni di Parma. L’incontro ebbe luogo il 16 marzo 1975, giorno del compleanno di Bernardo, sul campo centrale della Cittadella farnesiana di Parma.

I materiali proposti, molti dei quali inediti, sono stati selezionati dallo studioso di cinema Primo Giroldini con un intenso lavoro di ricerca storica. Oltre alle numerose foto, sono presenti manoscritti, poesie, sceneggiature e manifesti provenienti da collezionisti privati e pubblici.

La mostra è aperta dal martedì alla domenica dalle 10.30 alle 17.30.

Per maggiori informazioni: www.apeparmamuseo.it

 

In foto: Pasolini e Bernardo Bertolucci sul set di «Accattone»